Wisnaud Derilon
La proclamazione dell’indipendenza del 1° gennaio 1804, che ha rovesciato il regime schiavista, ha rappresentato l’affermazione della fede del popolo haitiano nella propria dignità. Tuttavia, è innegabile che il malgoverno e l’indifferenza delle élite economiche e sociali non riescano a promuovere il benessere collettivo. La negazione dell’etica costituisce la principale spiegazione di questa tragedia umana che il Paese vive sin dalla sua nascita. Abbiamo costruito un sistema basato sulla predazione, sulla disuguaglianza sociale e sull’esclusione: una manifesta mancanza di volontà da parte delle élite dirigenti del Paese di convergere i propri sforzi verso la costruzione di un nuovo modello di società volto a sradicare la povertà cronica, che costituisce una violazione del diritto del popolo haitiano a vivere con dignità. L’utilità di questo libro sta nel comprendere il legame esistente tra la pratica dell’etica nella società haitiana e la situazione dei diritti sociali ed economici. Questa riflessione propone un approccio etico orientato ai diritti umani, volto a quella necessaria rifondazione delle menti necessaria per preservare ad Haiti una certa dimensione di dignità.